La Sirenetta. Passare dalla coda alla cellulite

Vieni con me nelle profondità delle acque della Sicilia, tra un immigrato che annega senza neanche un approfondimento di Barbara D’Urso, e una petroliera che scarica scorie stando attenta a non farsi vedere da Licia Colò. Vieni ancora più giù, negli abissi del blu, dove non arrivano le bottiglie di birra che lanci a mare quando sei ubriaco, né l’orecchino che hai perso alle Eolie.
Lì, nell’abisso, abitano le genti del mare.

Non credere che in quel luogo profondo ci sia solo sabbia bianca, anzi! C’è una città con palazzi bellissimi, viali, lampioni e alberi dove i pesci nuotano tra i rami proprio come fanno qui su gli uccellini nel cielo. Solo che evitano di cagarti in testa.
Nel punto più profondo della città si trova un grande castello: le mura sono di corallo, le alte finestre di ambra chiarissima, i tetti coperti di conchiglie e, nonostante sia un immobile di lusso, nessuno ci paga le tasse perché la Guardia di Finanza non possiede sottomarini. Quella è la residenza del Re dei Mari. O perlomeno tale si crede lui, signore provincialotto di quel pezzo di Mar Mediterraneo, solo perché non si è mai spinto oltre la Sardegna e ignora che ci sia tutto un mondo oltre le Colonne d’Ercole. L’ignoranza va sempre a braccetto col delirio di onnipotenza. 

continua sul libro…

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